giovedì 19 gennaio 2017

POESIA =DOMENICO RUGGIERO


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Tu che vedi al di là del muro,

posto davanti agli occhi miei,


un fresco giaciglio sul quale

rinfrancare le mie scarse energie,

svegliami nel momento più opportuno

per non farmi perdere l’appuntamento

con la biga alata,

che mi porterà

direttamente ove io desidero

e lì incontrerò gli amici dell’onestà,

che ho perso da parecchio tempo.

*
DOMENICO RUGGIERO
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( UN INCISO )
Il desiderio del Noi nell’algebra dell’altrove.

Si tratta di una poesia che coglie il proprio desiderio, ma, al tempo stesso, è una poesia che si fa desiderare. Essa, desidera vedere, ascoltare, osservare, volare, laddove la speranza dei sensi non può pretendere ragioni e cause finali.

Il ‘Tu’ raccoglie con un solo ritmo d’amore il volto dei trascendenti. Ecco che, a questo punto, l’al di là diviene la verità ‘muro’, ma anche il ‘muro’ della verità; e cioè “la possibilità di ‘desiderare’ quel muro per riconoscere che vi è un (di) dietro. Dietro, si nasconde l’oltre, l’altrove: l’altrove non del limite, ma dell’altra vita”.

E’ intuibile scorgere un Io che sogna; un Io che realizza i propri sogni e che si rapporta incessantemente con un Tu avvalorante. Entrambi si sostengono astraendosi nell’abbraccio del “noi”. In questa poesia, vi è un conatus, una forza, un impulso che spinge verso l’altrove, verso l’altrove di ‘noi stessi’, del noi (tra gli stessi) e cioè degli Io e dei Tu e dei Tu=Io=Noi. Ma l’Io prende comunque le distanze dal Tu per assicurarsi un ponte che segni l’incontro nel nome del “Noi’ dell’onestà e della sana coerenza di un paesaggio singolare.

Dott. Fabio Squeo

domenica 15 gennaio 2017

POESIA = ANTONIO SPAGNUOLO

“Le mie sere”
Le mie sere hanno il ghiaccio della solitudine
e nessun nome riesce a contenere l’anelito
del tuo sussurro , sempre più lontano e indecifrabile.
Cancellate o dissolte le parole che affollavano il tuo labbro
ritornano ombre del sogno , scintillando,
in quella lunga eternità che ci illude
al confine del cielo.
Ho inventato le curve dell’incanto
in quella strana pezzatura del pensiero
per comporre altro ritmo precario e intermittente
nel doloroso senso dell’irrequietezza.
L’immagine schizza in misteriosi segni
e mi avvolge.
ANTONIO SPAGNUOLO

sabato 14 gennaio 2017

POESIA = RAFFAELE PIAZZA

"Alessia e il bianco di gennaio"

Viene gennaio del nevaio
per Alessia il mese. Soavità
del freddo nell’interanimarsi
ragazza Alessia con dell’aria
l’ossigeno a giungere a di
donna l’anima. Cammina
Alessia sulla superficie del
tempo e delle cose. Attimi
sublimi o sciare a Cortina
dopo nell’albergo degli angeli
con Giovanni l’amore.
L’ha fatto ieri anche con Luca
e spera che lui non lo scopra.
Sul bordo della neve ha acceso
una candela.
*

"Alessia ride nell’anima"

Sera di cobalto infinito
nell’anima di Alessia.
Partono verso il cielo
di fragola pensieri
(stasera fa l’amore con
Giovanni). Nei jeans
sdruciti come la vita
tesse incanti Alessia
e come una donna ride.
Si sveglia su Napoli
del sole l’epifania e
Alessia ragazza dalle
mani sottili attende
del vento il freddo a
invaderla pari a segreto
giardino sul farsi
delle cose sentiero
per della gioia la sorgente.
Aurora assente nel
ricordarla, Alessia.
*

"Alessia parte per la villeggiatura"

Aria afosa di agosto nel tendere
alla vita (vacanze romane nel pensiero
di ragazza Alessia in treno).
Vengono dai margini degli albereti
aghi di pino e pigne per Alessia
nel ricomporsi dell’affresco
della vita in versi e non in versi.
Azzurro acceso di sole nel cielo
ai lieti colli Alessia. Villeggiatura
romana nella conca di tramonto
per Alessia sera vestita nel giungere
ai blocchi di partenza della vita.
Accende un cero Alessia e a Roma
nella fontana una moneta.
*

RAFFAELE PIAZZA

SEGNALAZIONE VOLUMI= MARIOLINA LA MONICA

Mariolina La Monica : “Vagheggiando Itaca” – Ed. Thule – 2016 – pagg. 92 - € 10,00
“I versi di Mariolina La Monica – scrive Franca Alaimo nella postfazione – hanno allo stesso tempo il fuoco dell’impegno esistenziale e quello etico-estetico che rimanda più alla poesia di un Luzi o di una Spaziani che a quella contemporanea. E tuttavia è poeta assolutamente attuale e la sua Itaca non può che essere l’unico progetto esistenziale dell’Uomo. Il mito di Itaca infatti è rivisitato in senso moderno, come già avevano fatto Foscolo o Kavafis…”
A prescindere dagli accostamenti che si possono o si vogliono fare l’importanza che assume il tessuto di questa poesia è oltremodo luminoso , per quella capacità rigeneratrice che dal quotidiano avvolge il pensiero irrequieto delle memorie e delle illusioni, delle oscillazioni e delle improvvisazioni , delle urgenze e delle folgorazioni. Ulisse ha momenti che immergono nel vorticoso inseguire una meta , una meta psicologica o metafisica , materiale o illusoria , che nel tempo affonda nella leggenda , in un ampio e fragile abbraccio di stagioni che scivolano. Il sogno , nel taciturno ombreggiare , diventa mistero della vita stessa , una rivelazione che ha il palpito degli orizzonti , raggiungibili nel dissolversi dei colori. La duttile incoscienza del passato si rivela più bella del presente per quel sapore dolce della carezza che la favola ha donato ai frammenti. La voce tremula diviene canto ed il ritmo del verso melodia.
ANTONIO SPAGNUOLO

venerdì 13 gennaio 2017

RIVISTA = NUOVO CONTRAPPUNTO

NUOVO CONTRAPPUNTO - anno XXV - luglio - settembre 2016
Sommario :
La redazione : Ricordo di Giusi Verbaro
Elio Andriuoli : Grecale , Se qualcosa
Silvano Demarchi : Ti chiamavamo passerotto , Il gabbiano
Guido Zavanone : Le cose , Richelieu e la scimmia
Liana De Luca : Mira...Mare , Dopo
Piera Bruno : Un giorno
Franceasco D'Episcopo : Antitelefono
Silviano Fiorato : Dalla finestra dell'anima , La soglia
opera grafica di Gian Paolo Rubin
Recensioni a cura di Alio Andriuoli e Davide Puccini-
riferimento : elioandriuoli@alice.it

martedì 10 gennaio 2017

POESIA = BUCCI - LIUZZI


Rossana Bucci-Oronzo Liuzzi

“NEON”
rivolto verso il divenire / Sono
fermati e guarda
sveglio sudato e rigido e
percorro il contorno del disegno
non accorgi l’essere
privo del divino affranto / forse una consolazione
e i Sogni parlano nell’aria / ingannano e li Vedo.
non sono non spazzano via il Dolore
destabilizzano il centro
sogni che ammaliano / Sono.
Non Sono.
La paura è coprirsi del niente

latenti diventano metafore
di uno stato di infiammazione
Cronica disastrata
luogo immaginario di perdizione
diventa salvezza la vita ottusa
e di orizzonti è priva.

è un dolore indeciso / ambivalente
e in crisi / è MISTICO
distratto sconcertato sfumato
in tensione / è fuori tensione
consapevole forse inconsapevole / mi dice.

nel nostro percorso di vita
il Vagare risuona insoddisfatto
e produce sfumature
sempre nuove di Solitudine / di paura /
NO.

Cerca se stesso il vagare
nel fare il sub-reale
e l’aria intorno ha il colore del rosa
tutto attende ORA.

Lascia che sia
non so il dove
IO SONO il dove.
vaghiamo nell’universo di folgorazioni
frammentarie / casuali nell’ingiustizia
privi nella dignità scegliamo l’Universo
Inverso.
nelle tempeste dei social media / il sovrano ottuso
cerca lo spettacolo
nei cortocircuiti sparsi dell’essere nell’essere
della / nella cultura schizofrenica
assente al meritocratico
testimoni del tempo / lo Siamo
testimoni del non tempo / lo diventiamo
e non ci interroghiamo.
Il senso ha perso senso.

Disperazione Dipendenza
Crollo Esistenziale si prestano a basse frequenze
di disorientamento
un flusso di stimoli interiori
cerca AMORE IN
una umanità che dolente Trasuda
vuoti desideri occidentali.
CERCA.

l’ Acqua Luminosa del Mattino
selvatica e acre
raccoglie il dolore nel rumoroso silenzio
filtra nella fauna del nudo linguaggio
ormai inutile richiesta
del pensare la Realtà.
Agognata. Diversa.
nulla rimane all’orizzonte.
scomoda e imbarazzata
l’Acqua si ritira dal destino dell’uomo.
Raccoglie lacrime STORICHE
ataviche nel dolore
non ha più senso trasformare / Dice. DICO.
*
ROSANNA BUCCI - ORONZO LIUZZI

lunedì 9 gennaio 2017

SEGNALAZIONE VOLUMI = ITALO SCOTTI -

Italo Scotti – “Dee – Idee” - Fermenti Editrice – Roma – 2016 – pagg. 75 - € 16,00

Italo Scotti è nato a L’Aquila, dove è cresciuto e si è formato. Vive a Roma e ha lavorato per oltre 30 anni come consigliere parlamentare e poi di governo. Attualmente è consigliere della Corte dei conti. Ha pubblicato nel 2011 la sua prima raccolta di poesie: “Il privilegio dell’amore”. Altre sue poesie sono state pubblicate successivamente nella rivista letteraria “Fermenti”. Una prima e parziale anticipazione delle poesie che fanno parte della presente raccolta è apparsa nell’Antologia “Dentro spazi di rarità”, presso le edizioni Fermenti, nell’aprile 2015.
“Dee – Idee” è un libro non scandito e, anche per l’unitarietà tematica e stilistica, può essere letto come un poemetto. Il linguaggio è composito e rarefatto e i testi sono sottesi alla riattualizzazione del mito classico. Il volume presenta un commento finale di Paolo Guzzi intitolato “Dee di ieri, dee di oggi”.
Il libro è illustrato da tavole disegni collages di Bruno Conte in bianco e nero con sfumature di grigio, lavori che si armonizzano con i componimenti, creando un felice connubio tra arte figurativa e poesia.
Ogni singolo verso inizia con la lettera maiuscola e questo contribuisce ad intensificare l’icasticità del tessuto linguistico.
Nelle poesie si individua una vena ironica e ludica anche attraverso il modularsi delle assonanze, delle allitterazioni e dei giochi di parole. L’andamento delle proposizioni è leggero e veloce e produce un ritmo sincopato che ha per effetto una suadente ed efficace musicalità.
I periodi procedono per accumulo e sgorgano l’uno dall’altro e l’aggettivazione è frequente. Caratterizzano il volume magia, sospensione e chiarezza e il dettato è nitido e luminoso. L’andamento delle frasi ha spesso una connotazione affabulante.
Esiste un’eterogeneità nelle strutture delle composizioni, quelle iniziali brevi e verticali, le altre quasi sempre corpose e costituite da più strofe.
Spesso l’io – poetante crede d’interagire con le dee stesse inserendosi nelle situazioni da loro vissute e questo provoca un senso di irrealtà e di straniamento. I “tu” ai quali Scotti si rivolge sono le stesse divinità. Ogni dea nominata ha una peculiare personalità, una propria indole e, nella galleria delle rappresentazioni, si va dalla figura di Diana forte e titanica a Demetra sorgiva e ingenua.
Cifra essenziale della poetica di Italo pare essere quella di una forma elegante e controllata in sintonia con il discorso mitologico, nel suo realizzarsi attraverso l’ideale di bellezza, armonia e compostezza.
In Settembre siciliano anche i luoghi come l’isola divengono mitici attraverso le loro bellezze naturali come la voce femmina del mare, le canne di lato alle fiumare e le erbe selvagge. La natura stessa, detta nei minimi particolari, pare diventare, nella visione di Scotti, l’abito vivente della divinità, per usare un’espressione di Goethe. Quest’ultimo, vissuto tra Settecento e Ottocento, si ispirava infatti ad un ideale neoclassico andando controcorrente in un’epoca dominata dal romanticismo soprattutto nella sua Germania.
Una delle poesie più alte della raccolta è Preghiera in blu, già presente nell’antologia Dentro spazi di rarità. Questa è suddivisa in nove dense strofe, delle quali le due finali sono distici.
Nella suddetta la tinta blu diviene simbolo del sacro nella sua immanenza per la vita in tutte le sue sfaccettature. Tutte le strofe iniziano anaforicamente con il sintagma Blu è. Ogni elemento del paesaggio, interiore ed esteriore al tempo stesso, è blu, dal cielo del deserto alla notte prima degli addii, dall’invocazione al dio alla vertigine panica.
Notevole la composizione “La Settimana Bianca”, suddivisa in tre strofe verticali, che si distacca un po’ dal motivo conduttore della raccolta. In questa il protagonista è un paesaggio montano innevato nel quale s’inseriscono gabbie separate simili a provvisorie gogne che ascendono alla sommità del monte lentamente come uno skilift.
Poesia inquietante anche per un sussurro che invade l’aria con le parole crocifiggi! crocifiggi! scritte non a caso in tedesco. Un elemento della composizione, che si ricollega al tema della classicità, è quello dell’immagine degli alti abeti argentei in processione che potrebbero costituire una ierofania vegetale.
Non manca, in sintonia con l’argomento dominante, il tema della metamorfosi nelle opere “Un granchio” e “Meditazione mediterranea”. In Un granchio il poeta afferma che, poiché fu irriverente verso una potente dea, si scelse il castigo di essere trasformato in granchio. Poi si rivolge ad un’ interlocutrice, della quale ogni riferimento resta taciuto, e le dice che starebbe lì a guardarlo come si guarda un granchio e che se volesse prenderlo prenderebbe un granchio. In questo modo il Nostro usa un modo giocoso nell’assemblare le parole raggiungendo un piacevole effetto. Il componimento è illustrato da una tavola di Bruno Conte costituita, a partire dall’alto, da un volto triste, uno sorridente e uno sereno, inserito dentro un granchio, testimonianza della trasformazione dell’uomo in crostaceo e dell’unione delle due nature.
In un panorama dominato dalla poesia neolirica, dagli sperimentalismi di vario genere e dagli orfismi, “Dee – Idee” si colloca in una posizione appartata e, per i suoi contenuti originalissimi nel loro fascino, costituisce un unicum.
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Raffaele Piazza