lunedì 25 settembre 2017

SEGNALAZIONE VOLUMI = RAFFAELE PIAZZA

Raffaele Piazza, "Alessia"
Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano – Roma – 2014 – pag. 119 - € 12,00

“Alessia”, la silloge poetica che ci propone Raffaele Piazza, è opera che si legge come se si sfogliasse insieme all’autore un album di ricordi, un diario in cui il filo della continuità e della parola è nell’Io di Alessia e nel dialogo d’amore erotico e tenero tra Alessia e Giovanni. Alessia attraversa il tempo e lo spazio (Alessia a Ischia nel 1984, Alessia a Salisburgo, Alessia verso febbraio 2012, Alessia nel 2014) e il tempo e lo spazio che attraversa si fanno stanza di ripresa e poi pellicola dove a rivelarsi è la nudità, immensa e pura, della voce e del mondo interiore di Alessia. Scorrono i fotogrammi (Alessia e il campo animato, Alessia e il fulmine, Alessia e il sole, Alessia e le gocce del mare, Alessia mistica) e la pellicola si fa vita e canto, amore vissuto, emotivamente e fisicamente, in totale pienezza. Meglio, si fa volo che diventando, a poco a poco, comunione con l’infinito ci mostra il mistero dell’esistenza, la misura dei suoi echi e disorientamenti, l’osmosi tra mondo interiore e realtà esterna.
Alessia è memoria biografica e storia personale ma è anche specchio che accoglie e dilata, specchio in cui riconoscersi e che si amplia e ci amplia in un disvelamento/estensione di storie personali. Alessia, dunque, come una sorta di specchio cosmico ma Alessia anche come cassa di risonanza perché in Alessia quelle parole e quelle emozioni che sono anche le nostre parole e le nostre emozioni si fanno più intense, di un timbro più nitido.
Alessia, e il personaggio Alessia, seducono per la luminosità e il nitore della loro essenza, per il linguaggio che Raffaelle Piazza ci dona. Un lessico ancorato nel quotidiano, ma che, proprio perché ancorato e tattile, schiude geografie interiori e picchi di mondi e vita che ci riportano all’origine della parola, al suo sodalizio con il nostro essere ed esistere, con il nostro esserci.
Alessia, ossia: una testimonianza che scolpisce luoghi e tempo di vita e di amore e che, così scolpendoli, li fa orientare e perdurare nel loro orizzonte.
*

Silvia Comoglio

sabato 23 settembre 2017

POESIA = ANTONIO SPAGNUOLO

"ATTESE"
Non ho più doni !
La tua custodia tramutava pupille nell'oblio
ed oggi il ricordo ed il sogno
percorrono la cupola del cielo divorando gli inganni.
Rapidi i giorni strisciano monotoni
rinserrano nel buio nostalgie e brezze
imporporate alla sera tra il pensiero ed il sangue
per inventare gli incanti delle stanze.
Dove era il tuo corpo recito stupori
già composti in una storia che è solo sconfitta,
mentre fra la rabbia e la danza
una cicatrice ha il blocco d'una attesa corrotta.
Vorrei stroncarti ancora in un sussulto.
*
ANTONIO SPAGNUOLO

venerdì 22 settembre 2017

SEGNALAZIONE VOLUMI = GIORGIO MOBILI

Giorgio Mobili – "Waterloo riconquistata"--puntoacapo Editrice – Pasturana (AL) – 2017 – pag. 123 - € 13,00
Giorgio Mobili (1973) vive negli USA dal 1999. Attualmente insegna alla California State University di Fresno. È autore di vari saggi e di uno studio. La sua poesia in lingua italiana è apparsa nel volume collettivo “1° non singolo: Sette poeti italiani” (2005) e in varie riviste. Ha pubblicato due raccolte in lingua italiana e una in spagnolo.
“Waterloo riconquistata”, il volume del Nostro che prendiamo in considerazione in questa sede, presenta una prefazione di Rossano Pestarino esauriente e ricca di acribia.
Il libro è corposo e composito, bene strutturato architettonicamente.
Il testo è scandito nelle seguenti sezioni: “La battaglia, A l’amour comme à la guerra, Intermezzo: undici nostalgie e Situs inversus”.
Cifra distintiva della poetica di Nobili espressa nel testo è quella di una poetica intellettualistica che a tratti diviene criptica e oscura con un accumularsi delle immagini, di poesia in poesia, che è spesso caratterizzato da una connotazione anarchica, che giunge a sfiorare l’alogico.
In sintonia con quanto suddetto molti testi hanno per argomento accadimenti storici, fatti di politica, società e costume e anche avvenimenti biblici.
Un’atmosfera di onirismo purgatoriale domina in molti componimenti e nel leggerli, per la magia delle atmosfere evocate, sembra di affondare nella pagina.
Icasticità e leggerezza sono le caratteristiche prevalenti nel libro e il discorso si fa denso e intenso nei vari tessuti linguistici.
Dominano densità metaforica e sinestesica in un rivelarsi di parole che si fanno immagini cariche di accensioni e spegnimenti.
La scarto dalla lingua standard, nel linguaggio di Nobili, raggiunge livelli notevolissimi e l’esito di quella che si potrebbe definire un’originalissima sperimentazione è quello di una scrittura neo orfica, fortemente imbevuta di mistero nella sua controllata ridondanza.
S’incontra nella lettura un tu del quale quasi ogni riferimento resta taciuto, al quale il poeta si rivolge non sentimentalmente, ma in maniera filosofica e speculativa.
Tale misteriosa presenza potrebbe essere identificata come una figura femminile, un’amata, quando il poeta, rivolgendosi a lei, le dice che vorrebbe stare sotto le sue lunghe ciglia.
Del resto in ogni poesia più che mai la tensione dell’io – poetante è quella verso un irrefrenabile, continuo e stabile esercizio di conoscenza, che si dirige di volta in volta, verso ogni campo dell’esperire umano e tutto è imbevuto di una riflessione in bilico tra gioia e dolore, bene e male, vita e morte e sul dualismo luce-ombra.
Nonsense e ironia serpeggiano sulla pagina, un sottile sarcasmo domina, fatto che crea un’aurea di vaga bellezza che coinvolge il lettore.
Il poeta produce spesso raffigurazioni altissime proprio per la loro forte carica di pensiero divergente, pur mantenendosi il tono sempre controllato.

Sembrerebbe che il poiein di Giorgio sfoci nell’irrazionale, ma in realtà c’è un grande rigore logico e per spiegare le intenzioni dell’autore bisogna ricordare che in poesia tutto è presunto: - “…oggi basta gridare/ alla gente da un balcone/ e ti seguiranno in tutto.” …, versi memorabili nella loro ambiguità che fanno davvero riflettere sul senso di straniamento dell’uomo contemporaneo, tematica fondante della raccolta.
*
Raffaele Piazza

giovedì 21 settembre 2017

PREMIO POESIA : LA GORGONE D'ORO

IL CENTRO ISTITUTO DI RICERCA SULLA POESIA CONTEMPORANEA "SALVATORE ZUPPARDO" indice il premio "La Gorgone d'oro" 2017 -
A) Poesia religiosa e / o poesia a tema libero
B) Volume edito di poesia in lingua italiana -
Scadenza per la presentazione dei testi 31 dicembre 2017 - presso la sede del Centro - via Cammarata 4 -- 93012 Gela (CL)
telefono 0933937474 -
E' richiesta tassa di lettura, per spese di segreteria -
Primo premio : Trofeo e assegno di 500,00 euro
Secondo premio : Trofeo e assegno di 250,00 euro -
Richiedere il Bando completo a : centrozuppardogela@gmail.com

mercoledì 20 settembre 2017

POESIA = RAFFAELE PIAZZA

"Alessia e il segreto giardino"

Segreto giardino per Alessia
ragazza delle piante rare
da rinominare, infiorescenze
dalle belle tinte dal rosso carminio
al celeste, dal giallo al rosa fuxia.
Si compongono i pensieri
nella camera della mente
di Alessia sottesi al sogno più
dolce. È preghiera e vita
nell’anelare all’amica della
verità. Trasgressione passata
(ha baciato Paolo Alessia).
Poi con coraggio di ragazza
si veste Alessia e va a scuola.
*

"Alessia va a casa di Giovanni"

Attimo bello (premere il tasto
del citofono della casa di Giovanni
nell’attenderne la voce).
“Vieni Ale”, dice lui. Sale i tre
piani ragazza Alessia nello
scorgere le piante ornamentali
delle quali non sa il nome.
Si fonde con natura Alessia
rosavestita per la vita e gioca
la carta del rossetto che a lui
piace. Poi in esatta meraviglia
lui apre e la bacia sulla bocca.
Entra Alessia e lui la prende
in braccio pari a una sposa
fresca. Poi la mette sul letto
e spoglia Alessia ed entra in lei.
Felice Alessia spera che non
la lasci mai vedendosi con
lui nello specchio frontale.
*

"Alessia danza il flamenco"

Spettacolo delle ballerine,
ragazza Alessia in sintonia
con il complesso danza il
flamenco dopo prove di danza
e di vita. Il pubblico non esiste
per Alessia sullo spazio scenico
ad aggettare sulla sala.
Scorge tra la gente Alessia
imprevisto Giovanni e non
sbaglia le movenze e i passi
nel trasalire per l’amato
a sorpresa in prima fila.
Finisce la prova: Alessia
nel camerino ad attenderlo.
*

Raffaele Piazza

martedì 19 settembre 2017

POESIA = GIUSEPPINA PALO

"Lungo le rotte del tempo..."

Campi del Sud, io vi ho lasciati.
Sotto lo sguardo di Dio,
ho contemplato fontane di piazzali antichi,
che accolgono bianche colombe in riposo,
e, sudata,
ho riempito brocche, sotto il lento gettito d'acqua.
Arrivederci pianure lontane
ov'io vivevo, nella casa paterna!
Fra i venti che soffiano e i rossi papaveri,
dall'angolo sperduto del Sele
alle radure vicino all'Università,
ho sostato.
Lungo il corso di Salerno
operosi lavoratori di intarsi marmorei
ricamare le strade con arte,
ho ammirato.
Spruzzata dalle acque del litorale d'Amalfi,
tra arbusti selvaggi a lungo ho camminato,
ricordando l'odore del mirto e del finocchietto
dell'amata Sardegna.
L'argento pallido della luna
accarezzava, con dolcezza,
il mio volto sfinito
e mi incitava al riposo.
Poi fui rapita da un sogno:
viaggiatori mi ospitarono su una nave
conducendomi sulle coste di Cadossene,
fra more, ginestre, boschi, coralli, porpore e miniere.
Passeggera del tempo,
agli albori del giorno mi risvegliai,
approdata ai ricordi d'infanzia,
sulla terra sarda.
Buongiorno mare leggiadro
ove mia madre, fanciulla, bagnava la chioma!
Percorsi ancora sentieri, in caldi meriggi,
e, fra chiese romaniche, portali remoti, colonne di Tharros,
balconi fioriti, stradine ariose, gatti fuggenti,
canti di cicale, ginepri silenti, dune soleggiate,
lungo spazi infiniti,
udii la celebrazione sublime della pace.
*
Giuseppina Palo
*

Giuseppina Palo, nata ad Eboli (Salerno) nel 1965 ,
ha pubblicato: il volume Il dono selvaggio, Poesie (1989, by Edizioni Ripostes Salerno - Roma);
Favole moderne (1993, i tascabili Ripostes); Dell'Amore eterno, Poesie (2016, Edizioni
Il Saggio Ars Poetica). Inoltre, quattro poesie sull'Antologia In my end is my beginning - I poeti
italiani negli anni ottanta /novanta (1992, i tascabili Ripostes); Una poesia è sull'Antologia Lo
sciame dei sogni (Printed in Italy 1997 by Edizioni Terni); Una poesia è sull'Antologia Note
nuove alla vita (2010, Edizioni Ape - Agostino Pensa Editore). Un Poema è sull'Antologia
Navigare 22 (2016, by Casa Editrice Pagine - Roma). Due poesie sono presenti ancora
sulle Antologie Carezze al cuore e Versi diversi, sedicesima edizione (2017, Edizioni Il Saggio).

lunedì 18 settembre 2017

SEGNALAZIONE VOLUMI = FABIO GRIMALDI

Fabio Grimaldi : “Gazzella” – Ed. Lietocolle – 2017 – pagg.82 - € 13,00
Si conclude , avverte l’autore , con questo volume un percorso poetico che egli chiama “Trilogia degli ultimi”, rifacendosi alle raccolte precedenti “Via Dolorosa Via Gloriosa . XXIV Segni sulla Passione di Cristo” e “Mi chiamo Barbone” rispettivamente degli anni 2008 e 2015. Un iter severamente cesellato che ripropone una figura dolente e rifiutata del Cristo , una riflessione lacerata dell’uomo emarginato, ed infine una partecipazione emotiva e sofferta al dramma contemporaneo delle centinaia di vittime di migranti , che tentano quotidianamente di raggiungere lidi incandescenti.
Il canto si fa corpo , si fa parola incisa nell’illusione , si fa parola che traspare nelle cromatiche immagini che scandiscono il ritmo , parole che riflettono la sconfitta e assaporano la sorpresa, tra consonanze e dissonanze che riescono a ribadire le pause inaspettate del tempo , nei suoi continui rinvii.
L’inadeguatezza dell’uomo davanti all’ignoto , o davanti al destino , costituisce la dura epifania dell’angoscia di fronte alla temporalità , qui in balia di quel mare che promette luccicanti libertà , ma inganna nelle increspature delle sue onde.
“All’infrangersi violento delle onde sulla barca,
i nostri figli,
accatastati come legna da ardere,
da poco appisolati,
sobbalzano di scatto, atterriti.
*
Infanzie violate,
soffocate in singhiozzi impalliditi.”

Fabio Grimaldi sembra osservare con voluta attenzione la sorte troppo spesso agghiacciante di quei migranti , sospesi al dubbio , all’incertezza , alla negazione, per ripetere attonito , appassionatamente legato alla musica del verso , i riflessi dei fantasmi arroventati dal sole o serrati nell’abbraccio letale.
“Il peschereccio imbarca acqua,
non c’è più tempo,
in un secondo tutto è già inghiottito, perduto;
la luce, i bisbigli, il calore di un bacio,
il tenersi per mano, lo scambiarsi uno sguardo:::
il tempo è un’ombra allucinata,
interrotto da un silenzio di marmo.”

La visione è simbolo archetipico del singhiozzo , lo scorgere dell’affanno nel divenire esistenziale che pulsa , plasmando labbra serrate.
*
ANTONIO SPAGNUOLO